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Sellaronda Skimarathon
Comunicato Stampa del 28 Febbraio
2004
NICOLINI-VESCOVO E
SECCO-CALLIARI
ACCOPPIATE VINCENTI ALLA
SELLARONDA
Tanta neve ed un grande freddo per
la decima edizione della Sellaronda Ski Marathon, condizioni da
ironmen per una manifestazione che ha ribadito il proprio fascino,
quello di una gara fra le più amate in Italia nel settore dello
scialpinismo.
Una corsa nel buio della notte dolomitica,
scavalcando i quattro passi del comprensorio ladino di Campolongo,
Pordoi, Sella e Gardena, per uno sviluppo di 42 chilometri ma
soprattutto con un dislivello di 2.700 metri con le "pelli" sotto
gli sci.
Se il freddo ha ghiacciato mani e piedi degli atleti, la
neve li ha disturbati in particolare in discesa, limitando
notevolmente la visibilità e causando qualche caduta imprevista, con
la neve fresca che ha rallentato pesantemente la marcia.
La gara
è scattata da Corvara alle 18, con una temperatura di -5° e già dopo
i primi metri la coppia trentina-valtellinese composta da Franco
Nicolini e Camillo Vescovo ha allungato sugli avversari: dopo circa
quattro chilometri il vantaggio era già salito a 2'. Poi la
temperatura è precipitata ben oltre i -10° costringendo in molti al
ritiro.
Una vera locomotiva invece i due di testa, che fino ad
Arabba hanno badato a controllare la situazione, poi sul Pordoi la
loro cavalcata ha preso il sapore della vittoria. Hanno allungato
ancora su Corsini-Tomasoni e Fontana Gerardini, ma il colpo di
grazia l'hanno dato sulla interminabile salita del Sella dove sono
transitati per primi con un vantaggio superiore ai 5' su Roberto Daz
e Ivan Antiga, seguiti come ombre da Fontana-Gerardini. Un podio che
è rimasto immutato fin sul traguardo.
Fontana, per la verità,
nella discesa di Dantercepies è riuscito nell'impresa di precedere i
rivali, ma il suo compagno non è stato altrettanto lesto e così a
pochi metri dal traguardo Fontana ha dovuto rallentare per tagliare
il traguardo con Gerardini, ma i due trentini Antiga e Daz hanno
colto il momento giusto e sono balzati sul rivelamento cronometrico
davanti a loro.
Il tempo dei vincitori Nicolini-Vescovo di
3h58'06", ben lontano dal record di 3h31'25" fatto segnare da
Meraldi-Battel nel 2002 in condizioni ottimali, non deve
sorprendere: le condizioni proibitive avrebbero messo prudenza anche
a campioni ben più consumati. Se poi consideriamo che Vescovo ha
avuto dei problemi durante il viaggio ed è arrivato alla partenza
solamente pochi minuti prima del via, è immaginabile lo stress di
gara. I due, nati lo stesso anno (1960) e a pochi giorni di
distanza, hanno festeggiato il loro compleanno con una memorabile
vittoria.
I secondi ed i terzi sono divisi dai vincitori da due
minuti, ma il distacco di oltre 12' dei quarti classificati
(Cloch-Coter) la dice lunga sul ritmo dei primi.
Se tra i maschi
i pronostici sono stati rispettati, tra le donne la vittoria con
grande determinazione delle trentine Roberta Secco e Loretta
Calliari ha sovvertito ogni previsione, nonostante l'assenza le
attesissime aostane Pellissier e Nex. Nei primi chilometri Silvana
Jori e Fabiana Battel hanno pigiato sull'acceleratore e sembrava che
la vittoria fosse alla loro portata. Poi, nella salita verso il
Pordoi, Silvana Jori si è sentita male ed è stata costretta ad
arrendersi. A quel punto la Secco e Calliari hanno rotto gli indugi
ed hanno iniziato ad allungare guadagnando minuti su minuti,
chilometro dopo chilometro. All'intergiro di Canazei il vantaggio
ammontava a 2' ma la Pedranzini e la Martinelli sono transitate
praticamente assieme a Carla Jellici e ad Angela Stefani. Sulla
salita del Sella si sono incuneate la graziosa Gretschen in gara con
la Orlando, ma da Selva Gardena in poi la corsa non ha più avuto
sobbalzi.
La Secco e la Calliari hanno chiuso la gara vittoriose
col tempo di 5h07'32", ben staccate da Pedranzini-Martinelli di
oltre 9' e con 13' su Stefani-Jellici.
Una gara che ha lasciato
il segno su molti atleti per la gran fatica. Qualcuno è stato
stoppato ai "cancelli" di Arabba, Canazei e Selva, ma altri sono
arrivati prossimi al tempo massimo, quelle fatidiche 6 ore e
45'.
Nonostante le pessime condizioni sono partite 292 delle 310
coppie iscritte, e di queste 184 hanno concluso regolarmente la loro
"Sellaronda Ski Marathon".
Classifica:
UOMINI
1) Vescovo Camillo – Nicolini
Franco (GA. Altitude) 3.58.06
2) Antiga Ivan – Daz Roberto
(Brenta Team) 4.00.14
3) Gerardini Alberto – Fontana Luciano
(Dolomiti Ski Alp- CS Forestale) 4.00.2
4) Cloch Ivano- Coter
Stefano (G.A. Altitude) 4.10.20
5) Bordet Davide – Bordet Ezio
(SC Champorcher) 4.11.06.
DONNE
1) Calliari Orietta – Secco
Roberta (G.A.Altitude - Ski Club S. Martino) 5.07.32
2)
Pedranzini Roberta – Martinelli Francesca (SC Sondalo) 5.16.52
3)
Stefani Angela – Jellici Carla (G.A.Altitude - Winterthur Team)
5.20.31
4) Gretschen Alexander – Orlando Maria (Dolomiti Ski Alp
- SC Valle Ellero) 5.25.50
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Pizolada delle Dolomiti

articolo su "L'Adige"
Comunicato Stampa
FRANCO NICOLINI E ARIANNA FOLLIS ALLA GRANDE
NELLA 28.ma PIZOLADA DELLE DOLOMITI
Passo San Pellegrino, a cavallo tra la Val di Fassa e la provincia di Belluno,
è un autentico paradiso per gli appassionati di sci alpinismo e non solo, e
maggiormente dopo il grande successo della 28.ma edizione della "Pizolada delle
Dolomiti" che ha registrato due vittorie cristalline per Franco Nicolini,
44enne di Molveno (TN), e per l'azzurra di fondo Arianna Follis, per la seconda
volta sul gradino più alto del podio dopo la vittoria del 2001.
Giornata da cartolina quella di oggi, disturbata solo in quota da foschia e
qualche banco di nebbia.
Quasi 400 al via di un'edizione record sotto tutti i punti di vista, e con un
tracciato da urlo che ha selezionato i reali valori in campo. Franco Nicolini
ha rotto gli indugi quasi subito ed ha cercato di staccare il gruppo dei rivali
più pericolosi, che però gli si sono incollati dietro. Il bellunese Mario Scanu
come un'ombra ha cercato di controllare Nicolini, che in gran giornata ha
innestato il turbo soprattutto in salita.
Nella prima parte fino a Forcella Laghet (2.765 metri) la gara è proseguita
senza grandi scossoni, poi nella discesa ripidissima dove i concorrenti
dovevano giocoforza zigzagare, Nicolini ha preso un po' di vantaggio stroncando
ogni velleità di Scanu, Battel, Lugger e Stanchina.
Durissima, al limite delle possibilità, la salita interminabile del Col
Margherita (2.550 metri) con gli atleti che negli ultimi tornanti hanno dovuto
levarsi gli sci e salire a piedi.
Sulla cima di Col Margherita, splendido
balcone sul Passo San Pellegrino, Nicolini è transitato con un lievissimo
margine su Scanu, con Lugger e Stanchina più staccati ed un po' in ritardo,
invece, il favorito Battel.
Sempre in testa tra le donne, la "forestale" Arianna Follis si è staccata dalle
avversarie sulla prima salita. Sul Col Margherita la piemontese poteva già
contare su un buon margine di 4' su Orietta Calliari e Roberta Secco (le due
vincitrici in coppia della scorsa Sellaronda Ski Marathon).
Da Col Margherita sarebbe stato difficile capovolgere la situazione, viste le
ridotte difficoltà e con gli atleti ormai esausti. Così sul traguardo di Passo
San Pellegrino si è presentato per primo Franco Nicolini con un tempo
incredibile, 2 ore 02'21" con cui ha coperto 18 chilometri, ma soprattutto
1.850 metri di dislivello, ed in parte con gli sci in spalla.
Secondo posto quindi per il bellunese Scanu, strenuo avversario del trentino,
arrivato quasi allo sprint (17") con Lugger che è salito, come lo scorso anno,
sul terzo gradino del podio "oscurando" Carlo Battel, 4°.
Grande anche Arianna Follis, giunta al traguardo con un dito dolorante e
sanguinante per un inconveniente durante il cambio pelli. La soddisfazione di
aver vinto per la seconda volta una gara affascinante come la Pizolada delle
Dolomiti le ha fatto però dimenticare anche l'accaduto. Seconda, a quasi 4
minuti, Orietta Calliari che ha mantenuto la posizione davanti a Roberta Secco.
Il valzer degli arrivi si è dilungato per qualche ora, intersecato anche con
quello degli escursionisti, oltre 150, impegnati su un tracciato più breve di 10
chilometri, ma altrettanto suggestivo.
Inutile rimarcare che il prestigio della "Pizolada", inventata ancora negli
anni '70, è cresciuto grazie anche ad un'organizzazione che seppure sostenuta
da puri amanti dello sci alpinismo, può essere paragonata all'opera di veri
professionisti.
La sezione Cai Sat di Moena e l'U.S. Monti Pallidi possono già pensare così
alla prossima edizione, per la quale molti dei 400 si sono già prenotati.
Classifica
1) Nicolini Franco (Altitude) 2.02.21;
2) Scanu Mario (Dolomiti Ski Alp)
2.02.38;
3) Lugger Alexander (Obrd Lesachtal) 2.02.50;
4) Battel Carlo (Bogn da
nia) 2.05.05;
5) Stanchina Alberto (Brenta Team) 2.05.07.
Femminile
1) Follis Arianna (C.S. Forestale) 2.38.57;
2) Calliari Orietta (Altitude)
2.42.42;
3) Secco Roberta (Ski Club S. Martino) 2.43.25;
4) Iori Silvana (Bogn
da nia) 2.45.24;
5) Battel Fabiana (Bogn da nia) 2.49.15.
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